Presso l’ “Università della Formula 1” è stato tempo di esami: ecco come è andata. [Foto Formula 1]
Articolo di Alessandro Ciano
Nel corso del decimo appuntamento della stagione la lotta al titolo iridato entra nel vivo: Kimi Antonelli torna sul gradino più alto del podio, Ferrari si conferma prima inseguitrice.
La domenica di Spa è garanzia di spettacolo sin dalle prime curve. Allo spegnimento dei semafori Antonelli mantiene la testa della corsa ma, alla staccata di curva 7, è Charles Leclerc a prendersi la scena: il monegasco affonda la staccata all’esterno di Max Verstappen, che si vede costretto a cedere la seconda piazza in favore del ferrarista.
Contemporaneamente si assiste ad un episodio decisivo per la gara e, forse, per l’intero campionato: Lewis Hamilton e George Russell si toccano e il pilota della Mercedes rimane insabbiato a Les Combes, venendo costretto ad un ritiro che pesa come un macigno nell’economia del mondiale. La direzione gara assegna cinque secondi di penalità al sette volte campione del mondo, nonostante lo stesso Russell dichiari ai microfoni di Sky Sport che si è trattato di un semplice incidente di gara.
La decisione dei commissari appare troppo severa e soprattutto poco coerente con quella successiva di non sanzionare Leclerc nella manovra di difesa su Piastri nel corso dell’ottava tornata.

La prima fase di gara vive all’insegna di un generale equilibrio tra le vetture: Antonelli guida il gruppo a distanza di sicurezza, senza però riuscire a fare il vuoto. Verstappen, nel frattempo, si riappropria della seconda posizione. Chiudono il gruppo di testa le due Ferrari e Oscar Piastri su McLaren che, dopo il corpo a corpo con le vetture di Maranello, perde terreno. Gli strateghi Red Bull provano ad anticipare gli avversari richiamando ai box Max Verstappen per primo. Mercedes copre la mossa dei rivali e chiama Antonelli ai box nel giro successivo.
Durante il ventesimo passaggio viene disposto il regime di Virtual Safety Car a causa della presenza di alcuni detriti sul tracciato. Ferrari e McLaren ne approfittano per effettuare un pit stop più rapido. L’episodio favorisce Leclerc che riesce a guadagnare i secondi necessari per portarsi in testa alla corsa all’uscita della pit lane. Antonelli e Verstappen rimangono così beffati.
Le battute conclusive del Gran Premio mettono in risalto le differenze di passo tra le diverse scuderie. Antonelli vola e colma il divario su Leclerc: entrambi stampano i propri migliori parziali della domenica, ma l’italiano ha la meglio sul monegasco. Leclerc tenta il tutto per tutto per restare incollato al posteriore della vettura numero 12 ma invano.
Dietro la coppia al comando, Verstappen fatica a tenere il passo e conclude una gara regolare e senza sbavature, completando il podio. Lewis Hamilton sfrutta tutto il potenziale della vettura, ma deve accomodarsi in quarta posizione, alle spalle dell’olandese della Red Bull. Dietro di loro conclude un ottimo Hadjar, che dalla partenza in ultima fila rimonta fino alla sesta piazza. Norris termina in settima posizione davanti ad un convincente Bortoleto, che regala alla sua Audi punti di vitale importanza per la lotta delle retrovie.
Antonelli torna alla vittoria dopo un trittico di gare in cui non ha raccolto ciò che ha seminato e consolida il comando della classifica piloti, allungando sugli inseguitori. Mercedes si è dimostrata ancora una volta la macchina da battere, ma George Russell non riesce a capitalizzare il vantaggio tecnico del team di Brackley. Il britannico continua a faticare e il confronto con il compagno di squadra è impietoso: sei vittorie a due in favore di Antonelli e 50 punti di distacco in classifica piloti.
In questo contesto è proprio Ferrari a cogliere la palla al balzo e a massimizzare il risultato in ogni weekend, capitalizzando gli episodi favorevoli: Hamilton scavalca Russell nel mondiale e Leclerc accorcia rispetto al terzetto di testa. Se il lavoro a Maranello garantirà alla Rossa gli sviluppi tecnici attesi, la corsa a entrambi i titoli iridati non sarà certamente a senso unico. Il mondiale è apertissimo.
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