CIAK, SI GIRO!

Quest’oggi, dalla Bulgaria, inizia il Giro d’Italia numero 109: ecco una guida con i corridori da tenere d’occhio, tra ambizioni di classifica e cacciatori di tappe! [Foto: Giro d’Italia]


Il Giro d’Italia è il regno dell’imprevisto per eccellenza. E l’edizione n°109, al via quest’oggi da Nessebar, in Bulgaria, non sarà da meno. 

3468 chilometri da percorrere, 7 arrivi in salita e poco meno di 50.000 metri di dislivello prima di giungere nella Capitale, al Circo Massimo, dove il 31 maggio verrà premiato con il Trofeo Senza Fine il successore di Simon Yates, che dopo il trionfo dello scorso anno ha annunciato il ritiro dal ciclismo professionistico nel mese di gennaio. 

Sarà la solita festa: il palcoscenico è pronto e ora toccherà ai corridori andare in scena. 


Dopo aver festeggiato nel 2025, il Team Visma | Lease-a-bike si presenta alla Corsa Rosa con l’intenzione di fare ancora il colpo grosso. E non potrebbe essere altrimenti se puoi vantare un certo Jonas Vingegaard dalla tua parte. Il 29enne danese arriverà al suo primo Giro della carriera da grandissimo favorito, dopo le vittorie alla Parigi-Nizza e alla Vuelta a Catalunya, dove ha monopolizzato tutti gli arrivi in quota. Ecco, quando la strada comincerà a salire, potrà contare sul sostegno di corridori del calibro di Sepp Kuss, vincitore della Vuelta 2023, l’olandese Wilco Kelderman e il classe 2002 Davide Piganzoli, già top-15 in entrambe le partecipazioni, nel 2024 e 2025.


Tra gli avversari che possono intralciare la cavalcata di Vingegaard verso la Tripla Corona – ossia il trionfo in tutti e tre i Grandi Giri, riuscito a soli 7 corridori – c’è senz’altro Giulio Pellizzari: il marchigiano della Red Bull Bora, reduce dai due successi di tappa e dalla classifica generale al Tour Of The Alps, cercherà di migliorare il sesto posto ottenuto lo scorso anno, quando per metà Giro era stato al servizio del campione 2023 Primoz Roglić, poi costretto ad alzare bandiera bianca.

In questo senso, il 22enne di Camerino non si è mai nascosto:

«Non parto per fare esperienza: quella l’ho già fatta. Voglio capire dove posso arrivare davvero.» 

Giulio Pellizzari, intervista alla Gazzetta dello Sport del 28 aprile

Nessun proclama altisonante, ma solo tanta ambizione di mettersi in gioco, senza troppa pressione addosso. Alla presentazione, mercoledì, ha detto: «Non sto sentendo molta ansia. Spero sia un buon segno: voglio divertirmi il più possibile.» 

Giulio sa benissimo che un trionfo tricolore al Giro manca da 10 anni, dal bis di Vincenzo Nibali, che lo ha fatto appassionare davanti alla TV già nel lontano 2013. Il potenziale per andare molto lontano c’è, la squadra che lo supporta anche: tra gli scudieri dell’italiano, ci sono soprattutto Jai Hindley – il campione del 2022 – Alexandr Vlasov – 4° nel 2021 – e l’amico e compagno di stanza Giovanni Aleotti

Vincenzo Nibali alza il Trofeo Senza Fine sul palco di Torino: ha appena vinto il suo secondo Giro d’Italia. [Foto EPA]

Tra chi andrà per la classifica generale, c’è Adam Yates, uomo di punta della UAE dopo il forfait del portoghese Joao Almeida: il britannico correrà anche con l’obiettivo di riportare la Maglia Rosa in famiglia, un’impresa mai riuscita a nessuna coppia di fratelli; per il team INEOS, invece, guidato dal neo-direttore Elia Viviani, c’è l’olandese Thymen Arensman assieme a Egan Bernal.
Il colombiano, già vincitore nel 2021, si è presentato a questo Giro dopo aver liquidato qualche problema fisico, con pochi giorni di corsa nelle gambe, ma anche sfoggiando un nuovo look: ha scelto di farsi crescere i baffi, con la promessa che, se dovesse raggiungere il podio, non li taglierà più.

La formazione della NetCompany INEOS che parteciperà al Giro: in alto al centro, con la maglia di campione colombiano, Egan Bernal.
[Foto: Instagram/ineosgrenadiers]

A proposito di team INEOS e di speranze italiane, c’è un Filippo Ganna desideroso di mettersi alle spalle un primo segmento di stagione al di sotto delle sue personalissime aspettative, con una Parigi-Roubaix che – parole sue – gli è «rimasta nei denti».

Pippo è il superfavorito per l’unica cronometro in programma – quella di 42 chilometri, da Viareggio a Massa – ma non ha nascosto di voler fare bella figura davanti alla sua gente: mercoledì, in sede di presentazione, ha ammesso di avere nel mirino anche la tappa di casa, quella con arrivo a Verbania.

Peraltro, il piemontese resta l’ultimo italiano ad aver ottenuto la prima maglia rosa del Giro – nel 2021, a Torino: in questo senso, il principale deputato a interrompere il digiuno è Jonathan Milan.

Il friulano della Lidl-Trek, due volte maglia ciclamino (2023 e 2024) e quattro volte vincitore di tappa, è l’uomo da battere nelle volate di gruppo: già a partire da quest’oggi, a Burgas, tenterà di incrementare il bottino. Magari con un tocco di Rosa in più.


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