In terra nipponica, il terzo round del Mondiale ci consegna un Gran Premio appassionante e ricca di spunti di riflessione. [Foto Formula 1]
Articolo di Alessandro Ciano
Il Circus sbarca nella terra del Sol Levante e regala spettacolo, non senza polemiche. Sullo storico tracciato di Suzuka il sestetto di testa infiamma la gara e accende il pubblico, ma i dubbi regolamentari offuscano la domenica.
Come di consueto in questo avvio di stagione, le Frecce d’Argento si trovano in prima fila. La tanto attesa lotta tra Kimi Antonelli e George Russell viene però ostacolata da una partenza disastrosa.Oscar Piastri, con una rinata McLaren, e Charles Leclerc sfilano rispettivamente primo e secondo alla prima tornata, seguiti dall’altra Papaya di Lando Norris. Russell è quarto e Antonelli solo sesto, dietro a Lewis Hamilton.
La Mercedes sembra superiore, prospettando una gara di difesa per gli avversari. Piastri, contro ogni pronostico, mantiene un ritmo di gara impressionante e riesce a tenere dietro un Russell insidioso ma poco incisivo. Alle spalle dell’inglese, Leclerc, Norris e Antonelli formano un triello che fa scintille.

I piloti illuminano la domenica di corse, ma tra i ciliegi della prefettura di Mie si allungano ombre sempre più scure. Durante il ventiduesimo passaggio, Oliver Bearman urta violentemente contro le barriere di curva 13, uscendo dalla vettura dolorante alla gamba destra. Una dinamica singolare, in una zona del tracciato dove raramente si verificano episodi analoghi. Le cause dell’uscita di pista della Haas numero 87 sono da ricercare nel comportamento anomalo di Franco Colapinto: l’argentino alla guida dell’Alpine perde improvvisamente velocità proprio davanti all’inglese, che tenta un sorpasso sulla sinistra e finisce con le ruote sull’erba, dove l’auto diventa incontrollabile.
Dalle immagini onboard pare che Colapinto fosse in una fase di ricarica della componente elettrica e che avesse allargato la traiettoria proprio nel momento in cui Bearman stava per affiancarlo. La dinamica è ancora da chiarire, ma al momento i sospetti ricadono sulla controversa gestione dell’energia che contraddistingue il nuovo regolamento.
La direzione di gara impone dunque il regime di Safety Car. La sorte sorride ad Antonelli, che opta per la sosta ai box, consapevole del vantaggio inatteso. All’uscita dalla pit lane la Mercedes numero 12 è in testa alla corsa. L’ordine alla ripartenza è il seguente: l’italiano è al comando, seguito da Piastri e da Russell; le due Rosse si trovano in quarta e quinta posizione, Norris chiude il gruppo dei primi.
Antonelli ha finalmente aria pulita e può esprimere l’impressionante passo mostrato il venerdì; dietro di lui, Piastri è impeccabile: stint esemplare e seconda piazza messa in cassaforte. Russell e le Ferrari avviano una serrata lotta a tre per il gradino più basso del podio, conquistato da un Leclerc magistrale che risponde all’arrembaggio di Russell con un sorpasso all’esterno di curva 1. Il britannico al volante della Mercedes, sfortunato per il pit stop effettuato pochi secondi prima dell’avvento della Safety Car, non dimostra di avere la velocità per rimontare nelle fasi conclusive.
Hamilton invece va in affanno con gli pneumatici ed è costretto a cedere il passo a Norris, anche lui meno incisivo con le gomme dure.
Antonelli vince il GP di Suzuka ed entra nella storia: è il pilota più giovane a guidare la classifica del campionato. Chiudono il podio Piastri e Leclerc, per distacco gli MVP della corsa. Russell termina solo quarto, sicuramente frustrato e abbattuto dalla superiorità del compagno di squadra nel corso di tutto il weekend. Norris e Hamilton si piazzano rispettivamente quinto e sesto, con il sette volte campione del mondo che in Giappone sembra essere tornato a faticare come non lo si vedeva dalla scorsa stagione.
Termina così il terzo appuntamento del Mondiale, che regala agli appassionati un volto nuovo in testa alla classifica dei piloti.
Saranno settimane di duro lavoro tra Maranello e Woking: Ferrari e McLaren sperano di ridurre il gap da Mercedes. L’obiettivo è quello di riaprire la corsa al titolo iridato, che proseguirà a Miami il prossimo 3 maggio.
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