ITALIA, L’INGREDIENTE PREZIOSO

Il terzo trionfo consecutivo dell’Italia in Coppa Davis è solo la punta dell’iceberg: per scendere alle radici di questi successi, bisogna riavvolgere il nastro verso un passato non troppo lontano. [Foto Giampiero Sposito]


Nei giorni in cui si gridava al “gran rifiuto” , Jannik Sinner si esprimeva così ai microfoni del direttore di Sky Sport, Federico Ferri, sul tema Coppa Davis:

«La cosa che, personalmente, non mi piace, è che abbiamo una squadra incredibile anche senza di me, e nessuno parla di questo. […] La possibilità di vincerla è alta

Da “Jannik, oltre il tennis” – Capitolo 4

A qualche settimana di distanza da queste parole, un Paese intero è ai piedi di quella «squadra incredibile» che, con la terza Insalatiera consecutiva, sta confermando una piacevolissima abitudine. Come desidera sottolineare Filippo Volandri, però, il successo maturato a Bologna fa storia a sé rispetto a quelli passati. E non solo perché ottenuto in simbiosi con il pubblico della calorosa Supertennis Arena: il trionfo del 2025 conferma che, pur cambiando gli attori in campo, i risultati rimangono gli stessi.

Merito di quel famigerato “spirito di gruppo“: un ingrediente prezioso che, a giudicare dalle parole del capitano, non si trova esattamente sugli scaffali del supermercato:

«Ci sono colleghi che mi invidiano o ci guardano straniti, perché ci sono squadre in cui i giocatori non si parlano tra loro nello spogliatoio…»

Filippo Volandri, capitano di Coppa Davis dell’Italia – Intervista a “La Gazzetta dello Sport” del 24 novembre 2025

Frutto di una semina di lunga data, questa coesione si ritrova negli abbracci di Cobolli e Berrettini; nella vicinanza di Sonego, Bolelli e Vavassori; ma anche nei messaggi di chi, per i motivi più disparati, può farsi sentire solo a distanza.

Per scendere alle radici di questi successi, è necessario riavvolgere il nastro verso un passato non così remoto.


È il primo weekend di marzo 2022. In piena era Covid, a Bratislava, l’Italia sfida i padroni di casa della Slovacchia nel turno preliminare di Coppa Davis, il cui format è simile a quello classico: quattro incontri di singolare e un doppio, spalmati su due giorni. Chi vince, procede alla fase a gironi di settembre; chi perde, scivola nel Gruppo I, la “Serie B” mondiale della racchetta.

La squadra azzurra non può contare sulla sua punta di diamante: Matteo Berrettini, fresco di semifinale all’Australian Open (sconfitto dal futuro campione Nadal) e di best ranking al numero 6 del mondo, ha scelto di prepararsi al meglio per la tournée nordamericana. «Una scelta che – ha spiegato Volandri – ho condiviso con i giocatori. Ancora una volta, dimostriamo un fortissimo spirito di squadra che credo possa fare la differenza

«Ovviamente farò il tifo per loro e li supporterò anche da lontano – ha aggiunto Berrettini -. Dobbiamo vincere per guadagnarci ancora una volta le finali, quando spero di tornare ad affiancare i miei compagni»

Così, il numero uno azzurro diventa Jannik Sinner, reduce da una svolta importante: addio allo storico coach, Riccardo Piatti; arriva Simone Vagnozzi, in passato al fianco di Marco Cecchinato.

Dopo aver accusato un problema agli addominali, Matteo Berrettini si era ritirato dal match contro Tommy Paul in quel di Acapulco: nella scelta di non partecipare ai preliminari di Davis, rientra anche una questione di natura fisica. [Foto X/Abierto Telcel]

All’inizio della seconda giornata, però, l’Italia è a un passo dal Purgatorio: sul punteggio di 1-1, la coppia formata da Simone Bolelli e dall’altoatesino viene sconfitta dagli slovacchi Polasek e Zelenay. Ora, il margine di errore è nullo.

Nonostante l’impegno in doppio, Volandri schiera ancora Sinner. E il numero 11 del mondo non fa una piega: 75 64 al n. 203 Horansky e sfida sui binari dell’equilibrio. Qui, arriva il vero colpo di scena: per la sfida da dentro o fuori, capitan Volandri sceglie il neo 20enne Lorenzo Musetti, all’esordio in Davis. Eppure, al battesimo del fuoco, il carrarino non delude: dopo due ore e diciotto minuti, batte Norbert Gombos 67 62 64 e fa scattare la festa sulla panchina azzurra.


Nella cartolina che arriva da Bratislava, datata 5 marzo 2022, spicca un sorriso nuovo: è quello del diciannovenne Flavio Cobolli, numero 178 del mondo, sul quale si dice un gran bene. Il resto è storia.


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