Il quindicesimo numero della rubrica di SportVibes con numeri, foto e fatti della settimana sportiva appena trascorsa. [Foto Formula 1]
Mattia Agresti

LA COPERTINA – LE LACRIME DI LANDO
Il suo balaclava è immerso in una valle di lacrime. E, almeno fin quando non se lo sfila, il casco cerca di contenerle. Tanto basta per descrivere l’impresa appena compiuta: Lando Norris è campione del mondo per la prima volta in carriera. Al termine di una stagione e di un ultimo Gran Premio sulle montagne russe, in lotta con Oscar Piastri e con Max Verstappen, è un successo carico di ulteriore significato: rappresenta il timbro sulla maturità di un pilota che, dopo aver sofferto la pressione a più riprese, ha mantenuto la freddezza nel momento del bisogno. [Foto Formula 1]
SERIE A TRASH
Trash: «Di prodotto caratterizzato da cattivo gusto, volgarità, temi e soggetti scelti […] per attirare il pubblico con quanto è scadente, […] di infimo livello culturale». Riportata dall’Enciclopedia Treccani, è la definizione di uno degli inglesismi più in voga degli ultimi tempi, soprattutto tra le giovani generazioni. Ecco, tra dialoghi censurabili e gesti contrari ai principi di un gioco corretto e pulito, l’ultimo segmento di Cagliari-Roma 1-0 è stato trash in purezza: poco calcio e tante, troppe chiacchiere.
LeBron scored 19 points on Jan. 6, 2007.
— NBA History (@NBAHistory) December 5, 2025
He then scored 10+ in every game for nearly 19 years, until last night.
1,297 STRAIGHT GAMES. pic.twitter.com/8WpDyz3QLp
LEBRON, SACRO E PROFANO
Il 6 gennaio del 2007 è stato un giorno di festa, ma non solo per milioni e milioni di fedeli cattolici. Se questi ultimi celebravano l’Epifania, i fan dei Cleveland Cavaliers e del basket assistevano a una prestazione storica a suo modo: il neo 22enne LeBron James, con addosso la canotta numero 23, metteva a segno 19 punti e 13 rimbalzi nella vittoria contro i New Jersey Nets; 18 anni, 11 mesi e 1297 partite dopo, si è interrotta la striscia di incontri chiusi con almeno 10 punti a referto. Irripetibile.

CONTO ALLA ROVESCIA
Prima l’accensione in Grecia, poi il passaggio di testimone allo Stadio Panathinaiko e infine l’arrivo in Italia. Nell’ultimo weekend, la fiamma olimpica ha iniziato il suo viaggio dalla Capitale: tanti volti noti tra i tedofori, dal Presidente Mattarella al numero uno della Fondazione Giovanni Malagò, passando per Jasmine Paolini, Achille Polonara e Gimbo Tamberi. Dopo essere transitata per l’intera penisola, giungerà a destinazione il prossimo 6 febbraio, quando a San Siro illuminerà il braciere a cinque cerchi. [Foto Olympics.com]
RIMONTA (QUASI) COMPLETA
Dopo la prima manche era decimo, Alex Vinatzer, a un secondo e 31 centesimi da un Odermatt scintillante. Sembrava dovesse trattarsi di un’altra giornata da dimenticare ma, questa volta, il tabù è stato spezzato: dopo «una manche rischiosa», l’altoatesino ha scalato la classifica sino al secondo posto, ottenendo il primo podio in Coppa del Mondo in slalom gigante. «Mi sento molto bene con gli sci ai piedi – ha aggiunto. Ho inseguito a lungo questo risultato»
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