Procede senza intoppi il percorso allo US Open di Jannik SInner. Dopo Bublik, ci proverà Musetti a mettergli i bastoni tra le ruote: sarà il primo derby tutto italiano nei quarti di finale di uno Slam. [Foto Corinne Dubreuil]
Mattia Agresti
Che Jannik Sinner sia un avversario complicato lo sanno tutti, ma Alexander Bublik, prima di scendere in campo per il suo match di ottavi di finale contro il numero 1 del mondo, lo ha spiegato in pieno Bublik-style.
Domanda: «Cos’è che rende Sinner difficile da affrontare?»
Bublik: «Beh, vedi, è generato dall’intelligenza artificiale.»
E il 6-1, 6-1, 6-1 rimediato in un’ora e 21 minuti di gioco non ha fatto cambiare le idee al kazako. Anzi, le ha schiarite. Tanto che subito dopo l’incontro, Bublik si è ripresentato sul profilo Instagram dello US Open e ha commentato con «AI» una foto dell’azzurro con il punteggio del match in sovrimpressione.

Eppure, confrontando il percorso di avvicinamento agli ottavi di finale dei due giocatori, c’erano tutte le carte in tavola affinché Bublik potesse mettere in seria difficoltà l’italiano: il kazako, che aveva battuto Sinner nell’ultimo precedente sull’erba di Halle, si era presentato a questa sfida senza aver mai ceduto alcuno dei 55 turni di battuta di tutto il torneo.
I BREAK SUBITI DA BUBLIK
Il kazako è stato “breakkato” da Sinner ben 8 volte in 11 giochi al servizio.
Prima del quarto turno, invece, non ne aveva subìto alcuno in 55 occasioni utili.
Quella che poteva essere una dura battaglia si è trasformata nella vittoria più rapida in carriera per Sinner in tornei del Grande Slam – mai sotto l’ora e mezza di durata – e, contestualmente, nella sconfitta più netta in un 3 su 5 per il classe ’97 – il record negativo apparteneva al match dell’Australian Open 2022 perso contro Gael Monfils con il punteggio di 6-1, 6-0, 6-4.
Il prossimo a tentare di scalfire le certezze del numero 1 del mondo sarà Lorenzo Musetti, che si è ritrovato dopo una pessima estate ed è più che mai voglioso di dimostrare a sé stesso e al mondo intero che i progressi compiuti lo hanno avvicinato per davvero al proprio connazionale.
Intanto, la schiacciante vittoria nel quarto round contro Jaume Munar – 6-3, 6-0, 6-1 il punteggio in un’ora e 37 minuti di gioco – ha proiettato il carrarino in una nuova dimensione: quella del tennista universale, capace di raggiungere i quarti di finale Slam su tutte le superfici (erba, terra rossa, cemento). Come lui, tra i nati dal 2000 in poi, solo Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Insomma, è in buona compagnia.
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