IL DIAVOLO VESTE MOTTA

La sconfitta contro il Milan a Riyadh fa suonare un campanello d’allarme: troppi errori nella gestione delle situazioni di vantaggio. [Foto Juventus]


Archiviata la seconda semifinale della Supercoppa in terra araba, è il momento di rispolverare quel vecchio adagio che recita: «errare è umano, perseverare è diabolico».
Non ci è dato sapere cosa possa essere balenato nella mente di Thiago Motta al minuto 64 (o giù di lì) quando ha scelto di sostituire la sua boa d’attacco, Dusan Vlahovic, ma, fantasticando, è lecito pensare che l’idea abbia dei contorni danteschi. Togliendo dal campo l’unico riferimento offensivo, nonostante il suo ridotto impatto, l’allenatore ha imposto un diktat chiarissimo alla squadra: traghettare placidamente il match sui canali della gestione, fino al 90′ e oltre.

Evidentemente, l’allievo Thiago non ha imparato dagli errori commessi durante le lezioni precedenti e ha indossato nuovamente i panni di Caronte, facendo piombare la sua Juventus nell’inferno e indicando al Milan, suo malgrado, una via d’uscita in direzione paradiso.


Eppure, come è spesso accaduto nel corso di questa stagione, la squadra ha risposto presente all’uscita dai blocchi. Minuto dopo minuto, si è guadagnata il centro del ring e ha affievolito gli entusiasmi di un Milan tanto arrembante quanto (comprensivamente) confusionario.
Così, mentre la difesa ha reso l’area di rigore una zona off limits – nel primo tempo, zero tocchi avversari in quella sezione di campo – alla prima occasione utile, ci ha pensato la stella di Kenan Yildiz a illuminare la serata dell’Al-Awwal Park, confermando il suo trend eccezionale nelle partite d’esordio.

A dirla tutta, il turco non sarebbe dovuto neanche essere nell’XI titolare: Motta aveva optato su Francisco Conceição, ma il portoghese è andato KO nel riscaldamento a causa di un fastidio muscolare, restando così fuori dalla sfida tutta in famiglia contro papà Sergio.

L’UOMO DEGLI ESORDI: Kenan Yildiz ha ora segnato al debutto da titolare in Nazionale (c. Germania, novembre 2023)
e in Serie A (c. Frosinone, dicembre 2023), oltre che negli esordi assoluti in Coppa Italia (c. Salernitana, gennaio 2024),
in Champions League (c. PSV, settembre 2024) e in Supercoppa italiana (c. Milan, gennaio 2025) [Foto Getty]

Nel secondo tempo, fatta eccezione per le due occasioni capitate a stretto giro sui piedi di Yildiz e Vlahovic, i bianconeri sono rientrati con tutt’altro mordente, concedendo maggiore libertà di manovra a un Milan più tonico, soprattutto dopo l’ingresso in campo di Musah, che ha colmato le lacune di un Bennacer in visibile ritardo di condizione.
Dall’altro lato, Motta ha inciso negativamente con le sue scelte in materia di sostituzioni. L’inserimento di Nico Gonzalez, mirato a togliere punti di riferimento alla difesa del Milan, ha invece eliminato dal campo uno dei fari della propria squadra, che ha iniziato a navigare a vista nell’ultimo segmento di partita, finendo per essere investita da una «tempesta perfetta».

Al netto delle modalità rocambolesche e delle sbavature personali dei vari Locatelli e Di Gregorio, quello commesso da Thiago Motta è l’ennesimo, grave svarione stagionale in termini di gestione della partita. Tante, troppe volte, i bianconeri non sono riusciti a tramutare il vantaggio ottenuto in un successo: le gare contro Cagliari, Parma, Lecce, Venezia e Fiorentina non solo hanno in comune il loro esito (pareggio), ma segnalano una mancanza di killer instinct.

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Nel post-partita, sebbene Thiago Motta non abbia nascosto la delusione per «un ko importante», ai microfoni della stampa
non ha fatto dietrofront sulle tanto discusse sostituzioni: «Rifarei le stesse scelte». [Foto Ansa]

Se il numero di sconfitte stagionali della Juventus – solo 2, di cui nessuna in Serie A – è esiguo, anche di prove davvero convincenti se ne contano poche – contro Lipsia e City, soprattutto. È chiaro come tutto il mondo Juve si aspetti un deciso cambio di passo, già a partire dal mese di gennaio: c’è una serie delicata di big match all’orizzonte. Per non dimenticare la sessione invernale di mercato, in cui i bianconeri sono obbligati a muoversi per puntellare la loro rosa.

Il primo chiamato a cambiare rotta, però, è proprio Thiago Motta. Un suggerimento? Disfare la valigia e rimettere nell’armadio i panni del traghettatore infernale.


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