ITALIA FORMATO SUPERGIGANTE

Lo sci alpino italiano procede a corrente alternata: ai risultati più che positivi nelle prove di velocità fanno da contraltare dei lunghi periodi di magra in slalom e gigante. [Foto FISI]


Con la tournée americana agli archivi, la stagione dello sci alpino entra nel vivo sulle montagne europee: tra ritorni altisonanti e giovani emergenti, la sfida si promette serratissima, soprattutto in vista dell’appuntamento clou nel mese di febbraio, quando sono in programma i Mondiali a Saalbach, in Austria.
È il momento di misurare la temperatura del nostro movimento, sia tra le donne che tra gli uomini.


BERGAMO, SI FA SUL SERIO
Al pari della sua Atalanta in versione rullo, Sofia Goggia si sta guadagnando le prime pagine dei giornali al rientro dall’infortunio che l’ha tenuta ai box sin dallo scorso febbraio, quando aveva rimediato, in allenamento, la frattura di tibia e malleolo della gamba destra.
Ed è sulle nevi di Beaver Creek, in Colorado, che la bergamasca ha potuto riassaporare il dolce sapore della vittoria: prima, il secondo posto in discesa alle spalle dell’austriaca Cornelia Huetter e poi, l’indomani, il tanto atteso successo in super-G.

Una volta tornata dagli Stati Uniti, si è potuta permettere una tappa nella sua città per seguire la squadra del cuore, prima di proseguire verso la Svizzera, direzione St. Moritz. Dopo l’incontro di Coppa Italia contro il Cesena, Gian Piero Gasperini, allenatore dell’Atalanta, ha risposto così alle suggestioni dei giornalisti, che paragonavano la sua squadra all’atleta azzurra:

«Per raggiungere il suo livello ne abbiamo ancora di pasta da mangiare, non solo per talento ma anche per determinazione e per la maniera in cui ha superato gli infortuni. Siamo noi che ci rifacciamo alla sua caparbietà.»

Con gli ultimi tre podi ottenuti tra Beaver Creek e St. Moritz, Sofia Goggia è giunta a quota 57 podi in Coppa del Mondo,
di cui 35 in discesa e 16 in super-G: tra le azzurre, è seconda dietro Federica Brignone (70). [Foto FIS]

MEGLIO TARDI CHE MAI
Tra gli uomini, la copertina se la prende tutta un felicissimo Mattia Casse, che a 34 anni ha portato a casa la prima vittoria in Coppa del Mondo. Nel super-G in Val Gardena, l’atleta delle Fiamme Oro si è messo tutti alle spalle con una prova magistrale; ha dovuto tremare solo davanti agli assalti dell’americano Goldberg – 2° a un solo centesimo – e del cannibale Marco Odermatt – leader indiscusso nella classifica generale con 540 punti.

Con la conquista del gradino più alto del podio, Mattia ha coronato il sogno di un’intera carriera, costellata negli anni passati da non poche difficoltà: su tutte, la condizione fisica altalenante e una testa raramente sgombra, che lo hanno quasi indotto al ritiro dopo i Giochi di Pechino, nel 2022.
Da lì in poi, è arrivata la scossa: i tre podi nel 2023 e, per ultimo, il successo sulla mitica Saslong hanno fatto tornare il sorriso a Casse e a suo papà Alessandro, che guarda con orgoglio da lassù.

Dopo le feste natalizie, gli uomini-jet sono attesi dalla mitica Stelvio, a Bormio, nota terra di conquista per il nostro Dominik Paris, capace di domarla per ben sette volte (una in super-G, sei in discesa). Questa volta, però, Domme approderà in Valtellina con più fame del solito, anche per via del doppio ritiro collezionato nella scorsa annata.

Un numero nel destino: con la vittoria in Val Gardena, Mattia Casse è diventato l’italiano numero 34
a vincere una gara di Coppa del Mondo. [Foto FIS]

Deve ancora arrivare, invece, la prima gioia per Alex Vinatzer. Il classe ’99 altoatesino, che si esprime ancora su livelli altalenanti, è atteso al varco da tempo, visti soprattutto i risultati latitanti nelle discipline tecniche.
Riguardo il suo andamento ondivago, é stato emblematico l’ultimo doppio appuntamento in Alta Badia: all’ottavo posto in gigante (ottima la seconda manche con 16 posizioni guadagnate), ha fatto seguito un’uscita di scena in slalom l’indomani.

Se l’imperativo comune è arrivare ben preparati ai grandissimi eventi, nel mirino degli azzurri ci sono soprattutto le Olimpiadi di casa: a Milano-Cortina 2026 è vietato fallire.


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