La squadra di Guardiola ha perso il bandolo della matassa: ora il sentiero verso il successo si fa sempre più impervio. [Foto Manchester City]
Mattia Agresti
Erano piuttosto diffusi i dubbi sul nuovo vestito che avrebbe indossato, a partire da questa stagione, la mitica Champions League. Se la UEFA aveva garantito la possibilità di assistere a grandi partite sin da subito, per i più scettici era viva la sensazione per cui le ultime partite sarebbero potute risultare insignificanti.
Dopo il giro di boa di questa prima fase, si può dire che il rischio di assistere a incontri privi di pathos sia scongiurato.
Basta guardare alla situazione che vive un club come il Manchester City, con le spalle al muro in vista degli ultimi tre impegni e con la consapevolezza per cui ogni passo falso possa costare caro in ottica futura.
Ma andiamo ad analizzare il loro momento ai raggi X.
Il rocambolesco pareggio per 3-3 contro il Feyenoord è stato difficile da mandar giù per Pep Guardiola, soprattutto per le modalità in cui è maturato.
Se nella prima ora di gioco sembravano scacciati i fantasmi con gli acuti di Haaland (doppietta) e Gundogan, l’ultimo segmento di partita è stato un autentico film horror, segnato da una serie di svarioni difensivi clamorosi, che hanno permesso agli olandesi di strappare un punto prezioso.
Ora la classifica dei Citizens in Champions League piange: per i campioni del 2023 il bottino di 8 punti vale un esiguo 17º posto, che vuol dire play-off di febbraio. E il calendario che si prospetta induce al pessimismo: Juventus e PSG in trasferta, Club Brugge in casa. Vietato sbagliare.

dopo essersi trovata in vantaggio di tre goal al 75º minuto. [Foto Manchester City]
Ma anche la classifica della Premier League potrebbe diventare presto preoccupante: questo weekend, infatti, il City va a fare visita al Liverpool di Arne Slot, che viaggia sulle ali dell’entusiasmo sia in patria che in Europa. Dopo 12 turni, con la classifica che dice Reds primi a +8, il match di Anfield ha tutte le carte in regola per essere già decisivo in chiave titolo.
Dunque, come se non fosse abbastanza, potrebbe allungarsi ulteriormente la serie di partite senza vittorie degli uomini di Guardiola: dopo l’ultimo squillo del 26 ottobre scorso – 1-0 al Southampton firmato Haaland – sono arrivate sei partite consecutive senza successi; oltre all’ultimo psicodramma andato in scena contro il Feyenoord, si ricordano le due sconfitte inflitte dagli Spurs e i tonfi esterni di Bournemouth, Lisbona e Brighton.

[Foto Getty]
Per dare una spiegazione a tutti questi problemi, è lecito pensare che tutto sia iniziato nel mese di settembre, quando i Citizens hanno perso Rodri nel corso della partita casalinga contro l’Arsenal: rottura del legamento crociato del ginocchio destro e stagione finita per il mediano spagnolo.
Agli occhi di qualcuno potrebbe apparire riduttivo, ma dando uno sguardo approfondito alla rosa, ci si accorge come non ci sia nessuno che possa fare le veci del fresco vincitore del Pallone d’oro.
Questo (e molto altro ancora) si sta riversando su un Pep Guardiola fresco di rinnovo contrattuale fino al 2027. Senza alcun dubbio, il tecnico catalano sta vivendo il momento più complicato della sua carriera da allenatore. Talmente complicato da lasciare, letteralmente, il segno.
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