FOUR SEASONS IN ONE DAY

Il primo weekend della stagione, condito da condizioni meteorologiche variegate, non ha smesso di riservare sorprese fino alla bandiera a scacchi (e anche oltre). [Foto F1]


Four seasons in one day”, “Quattro stagioni in un giorno” cantano i Crowded House – un gruppo rock made in Melbourne degli anni ’80-’90. Il titolo del singolo, tratto da un proverbio locale, si riferisce alle mutevoli condizioni meteo che contraddistinguono la metropoli dello stato di Victoria. 
Si può prendere in prestito proprio questo detto per descrivere il Gran Premio d’Australia cui abbiamo assistito, il primo di una stagione di Formula 1 che promette spettacolo e distacchi minimi, sulla falsariga di quella andata agli archivi a dicembre. 

Il freddo e viscido asfalto del tracciato di Albert Park ha reso la gara una vera e propria lotteria dall’inizio alla fine: a pagarne le spese non sono stati soltanto i rookie Hadjar, Doohan, Bortoleto e Lawson, ma anche piloti più esperti come Sainz ed Alonso, a testimonianza di condizioni oggettivamente complicate.

Il Gran Premio d’Australia a Melbourne non si svolgeva sul bagnato dal 2010,
quando a spuntarla è stato Jenson Button (McLaren), partito dalla quarta posizione. [Foto McLaren]

In un anno in cui i valori in pista sembrano essere estremamente vicini, l’abilità del pilota avrà sempre un peso specifico non indifferente. E in questo senso, Lando è maturato sensibilmente.



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