Il primo weekend della stagione, condito da condizioni meteorologiche variegate, non ha smesso di riservare sorprese fino alla bandiera a scacchi (e anche oltre). [Foto F1]
Mattia Agresti
“Four seasons in one day”, “Quattro stagioni in un giorno” cantano i Crowded House – un gruppo rock made in Melbourne degli anni ’80-’90. Il titolo del singolo, tratto da un proverbio locale, si riferisce alle mutevoli condizioni meteo che contraddistinguono la metropoli dello stato di Victoria.
Si può prendere in prestito proprio questo detto per descrivere il Gran Premio d’Australia cui abbiamo assistito, il primo di una stagione di Formula 1 che promette spettacolo e distacchi minimi, sulla falsariga di quella andata agli archivi a dicembre.
Il freddo e viscido asfalto del tracciato di Albert Park ha reso la gara una vera e propria lotteria dall’inizio alla fine: a pagarne le spese non sono stati soltanto i rookie Hadjar, Doohan, Bortoleto e Lawson, ma anche piloti più esperti come Sainz ed Alonso, a testimonianza di condizioni oggettivamente complicate.

quando a spuntarla è stato Jenson Button (McLaren), partito dalla quarta posizione. [Foto McLaren]
A vestire i panni di guastafeste ci pensa il team McLaren, le cui intenzioni sono chiare dallo scorso inverno: come detto dal team principal Andrea Stella, c’è voglia di «rendere la Formula 1 più noiosa».
Dopo aver dato uno strappo significativo al sabato durante le qualifiche assieme al compagno di squadra, Lando Norris ha costruito un capolavoro di vittoria grazie a una strategia eccelsa e a una guida magistrale, senza sbavature degne di nota.
Una sbavatura, invece, Oscar Piastri l’ha commessa. E l’ha pagata piuttosto cara: sebbene sia stato a lungo presente negli specchietti della vettura numero 4, ha visto sfumare quel successo casalingo che per i piloti Aussie non è mai arrivato.
In un anno in cui i valori in pista sembrano essere estremamente vicini, l’abilità del pilota avrà sempre un peso specifico non indifferente. E in questo senso, Lando è maturato sensibilmente.
È stato un fine settimana da montagne russe per la Ferrari: se nel venerdì di prove c’era la sensazione di essere a un’incollatura dai Papaya, le dichiarazioni nel post-qualifica di sabato hanno piazzato una pietra tombale sulle alte aspettative dei tifosi.
Dare sentenze definitive è decisamente prematuro – lo hanno sottolineato in coro Vasseur, Leclerc ed Hamilton – ma il crollo verticale tra il Q3 e la domenica merita più di qualche riflessione.
Il passo non era dei migliori, ma le chances che si sono presentate con la pioggia sono state cestinate con delle scelte strategiche discutibili, che riportano la mente ad analoghi scivoloni nel passato.
New team, new race engineer for Lewis #F1 #AusGP pic.twitter.com/Aquzh45ViX
— Formula 1 (@F1) March 16, 2025
È stato Andrea Kimi Antonelli a far sorridere i tifosi italiani con una rimonta da pilota navigato: partito dalla sedicesima casella, si è fatto strada in condizioni complicate (non senza qualche brivido) e ha chiuso alle spalle del compagno di squadra, George Russell.
Nel fine settimana durante il quale gli esordienti hanno avuto numerose difficoltà, il bolognese si è messo in luce e alla fine, dopo le traversie con gli steward, si è ripreso quella quarta posizione che aveva guadagnato sul tracciato – penalizzato per unsafe release, nel dopo gara ha portato delle immagini che lo hanno scagionato.
Grazie a questo splendido piazzamento, Kimi è diventato il secondo più giovane – alle spalle dell’allora 17enne Max Verstappen – ad aver collezionato punti in Formula 1. E che non passi inosservato.
I SOCIAL DI SPORTVIBES
Lascia un commento