A UN PASSO DAL CIELO

Lorenzo Musetti può guardare alla settimana di Monte-Carlo con soddisfazione: agli archivi vanno la prima finale in un Masters 1000 e una top10 sempre più vicina. [Foto Getty]


É giunto il momento di cestinare tutti quei soprannomi mutuati da personaggi illustri del passato e di celebrare Lorenzo Musetti per lo splendido tennista che è diventato.
Dall’ottimo torneo disputato sulla terra del Monte-Carlo Country Club, abbiamo avuto ulteriori conferme dei progressi raggiunti dal carrarino, non solo in termini di qualità del gioco espresso, ma soprattutto per la capacità di restare sempre nel vivo dell’incontro, anche quando non va tutto per il verso giusto.

E durante la settimana trascorsa nel Principato, il carrarino ne ha incontrate eccome di difficoltà: sin dal primo turno contro il cinese Bu, l’azzurro ha impiegato del tempo per alzare i giri del motore, finendo quasi sempre per rincorrere gli avversari di turno. Eppure, Lorenzo ha imparato a “sporcarsi le mani” e a uscire vincitore da incontri che si sono presto tramutati in durissime battaglie, sia dal punto di vista mentale che atletico.

Durante la finale di domenica contro Carlos Alcaraz, però, le fatiche della settimana alle spalle si sono fatte sentire. Sebbene l’allievo di Simone Tartarini fosse riuscito a invertire il trend degli incontri precedenti con una prestazione eccellente nel primo set, dopo un’ora di gioco la spia della riserva si è accesa ed ha dovuto alzare bandiera bianca davanti allo strapotere e alla freschezza dell’iberico.

Lorenzo Musetti è arrivato a giocarsi la finale del torneo di Monte-Carlo contro Carlos Alcaraz dopo aver trascorso
un totale di 11 ore e 31 minuti in campo nei cinque incontri precedenti: ben 3 ore e 55 minuti (e una partita) in più del suo avversario. [Foto Getty]

«Sul lato fisico non credo [siano necessari] molti cambiamenti. C’erano quattro ore di differenza tra me e Carlos, praticamente due partite in meno. Ho battuto gente fisicamente preparata come Tsitsipas e de Minaur, ma anche Lehecka. Ci sono tante cose. La consapevolezza di poter stare a questo livello ti fa migliorare.»



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