WEEK-END #4 – LA SETTIMANA SPORTIVA IN PILLOLE

Il quarto numero della rubrica di SportVibes con numeri, foto e fatti della settimana sportiva appena trascorsa. [Foto Getty Images]


LA COPERTINA – ALTRO GIRO, ALTRA COPPA

L’Italia della racchetta non molla mai. Ce l’hanno ricordato le ragazze capitanate da Tathiana Garbin, che hanno conquistato la seconda Billie Jean King Cup consecutiva piegando la resistenza degli Stati Uniti nella finalissima di Shenzen. Un successo maturato al termine di una settimana complicata, durante la quale le azzurre hanno faticato contro la Cina, padrona di casa, e si sono trovate a un passo dal baratro nella semifinale contro l’Ucraina,
quando Jasmine Paolini era a soli due giochi dalla sconfitta.


SENZA PRECEDENTI

Sette medaglie tra marcia e lanci, passando per il fondo e i salti in estensione: mai l’atletica italiana ne aveva ottenute così tante in una singola edizione dei Mondiali (superate le 6 di Göteborg 1995). Per un medagliere che sorride, però, c’è un settore della nostra spedizione che torna da Tokyo con l’amaro in bocca: è quello della velocità, che fa segnare uno zero alla voce “finali”. Al di fuori dei colori azzurri, hanno brillato Armand Duplantis (con 6.30m, è il 14° record del mondo consecutivo), Beatrice Chebet (due medaglie d’oro nei 5.000m e nei 10.000m) e Sydney McLaughlin-Levrone (ha accarezzato il record di Marita Koch sui 400m, che resiste dal 1985). [Foto Grana/FIDAL]


IM(PIASTRI)

Nella terra del vento e del fuoco, Oscar Piastri si è rivelato meno glaciale del solito: con tre errori tra qualifica e gara, chiusa nel muro dopo poche curve, il pilota australiano lascia l’Azerbaigian a mani vuote, permettendo il riavvicinamento in classifica di Lando Norris (6 punti guadagnati) e Max Verstappen, dominatore incontrastato del GP (ora a -69 da Piastri). Meritano la menzione anche George Russell (2°) e un sorprendente Carlos Sainz, 3° con la Williams dopo una qualifica eccezionale. Anonime, invece, le Ferrari: 8° Hamilton, 9° Leclerc. [Foto F1]


REMCO, FORZA 4

Ci si attendeva un duello stellare sulle strade di Kigali, ma è stato un no-contest senza precedenti. Remco Evenepoel ha conquistato il suo quarto titolo iridato élite (il terzo consecutivo in una cronometro) sbaragliando la concorrenza, Tadej Pogačar (solo 4° al traguardo) in primis: il belga, nonostante sia partito due minuti e mezzo dopo il fuoriclasse sloveno, è andato a riprenderlo e lo ha superato a ben 5 chilometri dal traguardo. Completano il podio l’australiano Jay Vine (2° a 1’14”) e un altro belga, Ilan van Wilder (3° a 2’36”).


IL RITORNO DELLE STELLE EUROPEE

È tornato il fascino della coppa dalle grandi orecchie. E lo ha fatto in grande stile. La prima tre-giorni della Champions League 25/26 ha già proposto tanti gol e altrettanto spettacolo. Per le quattro italiane coinvolte, il bilancio è leggermente amaro: una vittoria, un pareggio, due sconfitte.
L’Inter è ripartita dopo il Derby d’Italia e ha battuto l’Ajax ad Amsterdam (0-2); una Juventus svagata ha acciuffato un 4-4 casalingo contro il Dortmund grazie all’aiuto di Vlahovic (doppietta+assist); hanno compiuto due passi falsi Atalanta (4-0 senza appello contro il PSG) e Napoli (2-0 in 10 uomini contro il City).


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