Jannik Sinner e Carlos Alcaraz si sono presi la scena e non vogliono abbandonarla: sarà il settimo Slam consecutivo che vedrà vincitore o l’uno o l’altro.
[Foto FFT]
Mattia Agresti
I fan del tennis e dello sport non attendevano altro. E sono stati accontentati. Il quattordicesimo atto della placida rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz – il tredicesimo a livello di circuito maggiore – andrà in scena sul prato del Centre Court di Wimbledon, a poco più di un mese dalla battaglia di 5 ore e mezzo sulla terra del Roland Garros, che ha lasciato un segno in entrambi, nel bene o nel male.
Questo pomeriggio, si contenderanno per la quinta volta l’ultimo atto di un torneo: nelle finali, il bilancio sorride allo spagnolo, che è in una striscia aperta di 3 successi consecutivi tra Pechino, gli Internazionali d’Italia e il sopracitato incontro di Parigi. L’azzurro, invece, si è aggiudicato la prima in assoluto a Umago, nel 2022, disputata a qualche settimana di distanza dal loro unico precedente su erba, proprio nel salotto dell’All England Club.
A spuntarla in quell’occasione è stato Sinner, dopo 3 ore e 35 minuti di match, con il punteggio di 6-1, 6-4, 6-7, 6-3. Sebbene sia stato l’unico incontro su questa superficie, quello del 2022 rappresenta poco più di un semplice antipasto.

Jannik Sinner ha annullato tutte le 7 palle break concesse allo spagnolo.
LA STRADA VERSO LA FINALE
Per il numero 1 del mondo, il sentiero verso Wimbledon si è rivelato oltremodo tortuoso: non solo la sconfitta ad Halle contro Alexander Bublik, ma anche l’improvviso cambio della guardia nel suo clan. La settimana precedente lo Slam londinese, infatti, è stata comunicata la separazione con Ulises Badio e Marco Panichi, rispettivamente fisioterapista e preparatore atletico dell’altoatesino: nonostante la mancanza di due tessere del puzzle così importanti, è stato lo stesso Sinner a fugare tutti i dubbi nella conferenza stampa che ha preceduto il torneo.
Sul campo, l’unico imprevisto si è verificato in ottavi di finale: durante l’incontro con Dimitrov, Sinner, frenato da un problema al gomito destro, ha concesso due set e solo in seguito ha beneficiato del ritiro del bulgaro, infortunatosi al pettorale nel corso del terzo parziale.
Diametralmente opposto è stato il percorso di avvicinamento per il numero 2 del tabellone, che non conosce altro risultato al di fuori della vittoria: il murciano è in serie positiva con 24 successi consecutivi e solo la sconfitta con Holger Rune a Barcellona gli ha impedito di fare en plein dall’inizio della stagione sul rosso.
Questa striscia di vittorie fa da contraltare a un inizio di 2025 difficoltoso: da gennaio a inizio aprile, eccetto per il trionfo di Rotterdam, Alcaraz ha mostrato una versione di sé poco brillante. A sua detta, il rendimento in calo era da ricondurre a un eccesso di pressione sulle sue spalle, causato dall’assenza sul circuito di Sinner, causa squalifica.
Nella strada verso la finale, il due volte campione ha affrontato numerose difficoltà, soprattutto in sede di primo turno: contro un’encomiabile Fabio Fognini – che ha annunciato il ritiro dal tennis professionistico – l’ha spuntata solo dopo cinque set e 4 ore e 37 minuti di lotta.

(5 set concessi in totale – due a Fognini e uno a Struff, Rublev e Fritz),
mentre Sinner 11 ore e 3 minuti (2 set concessi a Dimitrov).
LE CHIAVI DELLA PARTITA
Per tentare di comprendere i potenziali sviluppi di questo incontro, è bene partire da qui: negli ultimi cinque precedenti vinti dallo spagnolo, in quattro occasioni a vincere il set di apertura è stato Sinner.
Questo dato testimonia una tendenza ripetutasi anche in questo torneo: se Alcaraz concede qualcosa prima di arrivare alle esagerate velocità di regime, Sinner entra in partita sin da subito, mantenendo un rendimento costante. Per cercare di ribaltare l’esito degli ultimi incontri, l’altoatesino può innestare le radici del suo successo negli alti e bassi dello spagnolo.
Dall’altro lato, Carlos ha nel suo mazzo dei jolly a cui fare affidamento: le variazioni – palle corte, cambi di rotazione – aderiscono al suo gioco in maniera molto più naturale rispetto a quanto accade per Jannik, che fa del ritmo soffocante da fondo un suo marchio di fabbrica.
Per sorprendere il suo avversario, dunque, Alcaraz dovrà limitare i passaggi a vuoto al servizio, mantenendo costantemente alta la percentuale di prime palle: con una quantità crescente di seconde di servizio, aumentano proporzionalmente i pericoli dall’altro lato del campo.
Ora è giunto il momento di non prendere impegni e sedersi comodi per godersi lo spettacolo: il divertimento è assicurato.
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